sandrix81
 Reg.: 20 Feb 2004 Messaggi: 29115 Da: San Giovanni Teatino (CH)
| Inviato: 10-07-2004 03:26 |
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Un romanzo scomponibile, una cassettiera, un condominio in cui si varcano soglie diverse che portano in luoghi inattesi. Si procede in un concertato di scritture, per rotte, capitolazioni, gironi, spurghi e serenate. Assediati, sotto basse luci allo iodio, si intravedono schiere di ussari, ulani in miniatura, cappellerie a cavallo, costruttori, guastatori, farneticatori, rebetici, sollevatori di pesi, macchine morte, riparatori tv, le balene Franche, l’Animale del Chiavicone, le macerie di Sarajevo, Stambul, la piana ipermercata, l’ospitalità tangenziata, i doppi vetri dei motel, l’amicizia virile, la fine della gioventù, lo Sprechen Deutsch, l’onore, l’orrore, la lealtà, un vestito leggero a ciliegie rosse, Goyeneche, Troilo, Tony Castellano, Jeff Buckley, Glenn Gould, Napoleone.
Non si muore tutte le mattine è un’opera sull’ambizione, l’impresa, la resa e la grazia.
Una stagione all’inferno. Dove l’inferno è l’io di chi racconta e insieme la scena, metropolitana, suburbana, in cui si muove, di volta in volta accompagnato dall’amico di sempre, Nutless (ma anche Noodless), maniaco dell’Impresa (l’impresa! L’impresa!) che deve lasciare un segno nella materia vivente e dall’amico alcolico e diabolico, Chinaski, demolitore di certezze e sentimenti che non siano compresi fra la parola ubriaca e l’amicizia virile. Si procede per gironi, per sconfitte, per capitolazioni. Si procede muovendo dal centro verso l’esterno, dal chiuso di uno scantinato – in cui arriva filtrata la musica del giorno e della notte – verso il quartiere (il barrio), primo stadio dell’appartenenza, e poi verso l’angoscia delle tangenziali, della piana ipermercata, e ancora verso un surreale interregno – non è più città, non è ancora o non sarà più natura – dove tutto può accadere. Oltre vi è solo il viaggio, un viaggio lungo le strade defraudate di storia e di vita della Balcanìa, verso i confini estremi di Stanbùl, nelle taverne in cui la musica del rebetico riconferma vitalità e sconfitta. Il viaggio in cui s’accende il fantasma gentile e paziente di una presenza femminile, un’accompagnatrice con vestito a ciliegie rosse. Solo in questa "discesa" o esplorazione si può toccare, anche solo sfiorare, l’epopea dell’esistere. Non a caso il libro si apre su Napoleone Bonaparte – con la sua Beresina, con la sua Waterloo – quasi a siglare con una visione impigliata nelle maglie della storia il senso della caduta. Vinicio Capossela racconta, con talento e un senso originalissimo del linguaggio, il suo mondo, un mondo generoso di ossessioni, acceso di visioni, popolato di eroi-perdenti, musicisti, fantasmi dell’anima, compreso fra l’impudicizia della confessione (quella che l’autore assimila allo spurgo) e la ricerca della bellezza, magari nascosta, magari polverizzata ma pronta a tornare a illuminare la notte, a placare l’ansia del giorno assolato.
"Materiale ce n'è a peso, sono 400 grammi, è un breviario pieno zeppo, una predica, e da che pulpito viene, vorrei che si leggesse a capitoli, a racconti, affondateci pure il coltello come nel cocomero per vedere se viene fuori qualcosa di rosso. Ma, se vi piace, leggetelo tutto, l'epopea si dispiega dall'inizio alla fine".
Geniale, bizzarro, eccentrico, Vinicio Capossela: tanto è laconico quando parla delle canzoni, tanto è un fiume in piena mentre presenta il suo primo libro, Non si muore tutte le mattine, pubblicato da Feltrinelli, da domani in libreria.
Una costellazione di racconti, una miriade di scenari, dalle strade ferrate alle tangenziali, dall'abitacolo di un'automobile all'intimità di una stanza dove risuonano le note di Glenn Gould, dai motel a Napoleone, da Kerouac ai viaggi. Un'"impresa", come la chiama lui, iniziata nel 1997, a cui ha messo la parola fine solo quando si è finalmente deciso a lasciare sul tavolo dell'editore il malloppo di carte "scritte a mano, a macchina, sul pc".
"A lungo mi sono rinchiuso in uno scantinato, tra una caserma dei carabinieri e una casa geriatrica, tenendomi ben alla larga dagli editori, perché già nella musica avevo pagato lo scotto" racconta. "Volevo che le cose si espandessero, si confondessero. La svolta? Tre anni di chiacchiere con Carlo Feltrinelli, e, non mi vergogno a dirlo, molti aperitivi. Mettere un punto è difficile, ma adesso che mi sono amputato mi sento liberato".
Un libro sull'ambizione: la sua, ma solo quella che nasce dal lavoro in sé, senza preoccuparsi delle conseguenze ("Non voglio godere dei frutti, me li voglio mangiare!" dice), e quella dei personaggi, come Nutless, che aveva grandi progetti ma finisce a dipingere soldatini in miniatura. Il titolo? "La vita brucia se stessa, sembra che non ci sia più energia, e invece ce n'è per domani, e anche per dopodomani. Si muore una sola volta".
Tante volte ha letto ad alta voce i suoi racconti, "per sentire il ritmo, a volte era un tempo di valzer, altre un tango o una rumba". Ma non chiedetegli se c'è un legame tra il comporre e lo scrivere: "La vita del musicista è opposta a quella dello scrittore: la prima porta alla socializzazione coatta. La scrittura è viva, ma le parole, quando coagulano, sono come farfalle messe a riposo in una teca. Morte, dentro una bara, ma con il loro più bel vestito".
Aveva promesso per il solstizio di autunno (ma senza precisare l'anno) un nuovo disco, dopo l'antologia L'indispensabile, e di brani inediti ne ha pronti tanti, li ha pure cantati dal vivo. "È come col libro" rivela. "Le canzoni stanno prolificando, si accoppiano tra loro. E per il momento le ho lasciate libere di fornicare. Avete un'altra domanda meno sessuale?"
(questo post non è roba mia, ho scopiazzincollàto qua e là nella rete. Ora non mi ricordo da dove, ma se mi torna in mente o riesco a ritrovare le fonti le inserisco).
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"Non vorrei mai appartenere ad un club che accettasse tra i suoi soci uno come me." (Groucho Marx)
"Ci vuole tutta la vita per vivere.O anche: ci si mette tutta la vita per imparare a vivere.Si può dire in tutt'e due i modi." (Tiziano Sclavi)
[ Questo messaggio è stato modificato da: sandrix81 il 13-07-2004 alle 23:59 ]
[ Questo messaggio è stato modificato da: sandrix81 il 02-11-2004 alle 16:42 ] |
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