missGordon
 Reg.: 03 Gen 2002 Messaggi: 2327 Da: Roma (RM)
| Inviato: 22-02-2003 23:43 |
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Tutto iniziò nel 1974, quando Armistead Maupin, sentì palare per la prima volta dei “mercoledì per single” in un noto supermercato della città, dove, fra scaffali di tonno in scatola e preparazioni per cibo cinese, molti giovani si davano appuntamento in cerca di una avventura romantica. Dopo qualche serata passata ad intervistare gli avventori del supermercato, si rese conto di avere del materiale interessante per una buona storia. Per raccontarla decise di creare il personaggio di Mary Ann Singleton una giovane donna di Cleveland appena trasferitasi nella città più anticonvenzionale d’America, in cerca dell’emancipazione dai genitori iperprotettivi e dalla tranquillità vagamente claustrofobia della vita di provincia. Il racconto ebbe un tale successo che Maupin non dovette faticare molto a convincere gli editori del San Francisco Chronicle a fare delle avventure di Mary Ann una pubblicazione quotidiana.
Nacque così il primo nucleo de “I racconti di San Francisco” successivamente raccolti in sei volumi a partire dal 1978 e che, nel 1993, sarebbero stati adattati per una serie televisiva, prodotta dal network britannico Channel Four, a tutt’oggi di grande successo. Con uno stile che Christopher Isherwood suo mentore ed amico, definì vicino a quello di Dickens per il romantico cinismo e la gentile ironia che lo contraddistingue, Maupin intreccia, in questi racconti storie di varia umanità, come se stesse ricamando un disegno sulla stoffa, intrecciando i fili, sovrapponendoli, accostandoli. Adesso, a distanza di molti anni (per favore non chiediamoci il perché) escono anche in Italia editi da Rizzoli. Leggeteli. Sono certa che non ne rimarrete delusi, perché nel microcosmo del 28 di Barbary Lane, vi sembrerà, in ogni momento, di rincontrare un ex ragazzo, una vecchia amica, una vicina di casa un po’ eccentrica e, perché no, una parte di voi stessi, la migliore, quella più vera.
_________________ "...Vivere è offrire se stessi, pensava; ed egli offrì se stesso..." E. Galeano |
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