31 Agosto 2006 - Intervista
"U.S.A. contro John Lennon (The U.S. vs John Lennon)"
Intervista esclusiva al regista David Leaf.
di Mauro Corso


È con grande piacere che intervistiamo uno dei due autori del documentario The US vs John Lennon. Facciamo quindi una piccola chiacchierata sulla sua passione per il grande musicista scomparso tragicamente nel 1980 e sul suo impegno sul suolo statunitense.

Perché realizzare un film su John Lennon adesso? Qual'è la modernità del suo messaggio?
David Leaf: è sempre attuale parlare di pace, e credo che questo film sia molto importante al giorno d'oggi. Il film parla di quello che è accaduto quando John e Yoko si impegnarono nella loro campagna per la pace. Allora una presidenza degli Stati Uniti che non si può che definire criminale li attaccò per questo. Anche se il film di chiama The US vs John Lennon, in realtà gli Stati Uniti amavano John Lennon. Solo Nixon e la sua gang volevano fermare John Lennon. Il modo in cui il governo ha soppresso la libertà di parola, le azioni illegali dei servizi di Intelligence, consistenti nell'uso di intercettazioni telefoniche e pedinamenti, l'uso di agenzie governative per assicurare la rielezione ed il mantenimento del potere, il fatto che il governo fosse disposto a calpestare la costituzione per il raggiungimento di questo fine, per di più in tempo di guerra, credo che siano questioni di grande rilevanza per gli Stati Uniti per il mondo intero al giorno d'oggi. Mi sembra che questo sia il momento adatto per questo film.

Crede che debbe essere visto soprattutto dalle generazioni più giovani?
David Leaf: Penso che questo film parli a gran voce ad almeno tre generazioni. Per quel che riguarda i cosiddetti "baby boomers" come me, che sono cresciuti nell'adorazione dei Beatles, credo che questo film serva a ricordare quanto John Lennon fosse intelligente, brillante, carismatico e impegnato. Per quanto riguarda i più giovani, in particolare quelli che adesso hanno meno di trent'anni, penso che abbiano una vaga idea di chi era John Lennon. Voglio dire, sanno che faceva parte dei Beatles, sanno che ha scritto Imagine e magari che è stato assassinato ma non ne sanno molto di più. Credo dunque che sia molto importante raccontare la sua storia perché spiega le ragioni per cui John Lennon era importante allora come oggi. E poi ci sono le persone più grandi e molto più giovani che non sanno assolutamente nulla di John Lennon. E questa può essere una lezione significativa su come fosse il mondo allora, e oggi.

Una delle cose più interessanti, che emergono dal suo documentario è l'uso consapevole e coerente da parte di John Lennon del suo stesso mito, al fine di veicolare un messaggio di pace. Invece mi sembra che molti artisti al giorno d'oggi siano più concentrati su se stessi.
David Leaf: Questa è un'ottima domanda. In effetti quando John e Yoko iniziarono la loro campagna per la pace erano già famosi, se non addirittura le persone più famose in occidente. Non avevano assolutamente bisogno di farsi pubblicità! Non avevano nulla da guadagnare dalla campagna in favore della pace, a parte rendere il mondo un posto migliore. Così la loro forte presa di posizione artistica nei confronti della pace era completamente altruistica, lui usava consapevolmente i propri fan per diffondere un messaggio importante. Non era mai accaduto prima, e non è più accaduto dopo. E credo che si debba dire che il suo grande capolavoro, al di là dei Beatles, è stata proprio la sua campagna per la pace.

Questo mi ha spinto a domandarmi come mai questo non sia più accaduto. L'opera di John Lennon era un'opera d'arte totale. Adesso molti artisti sono impegnati in attività di beneficienza ma in maniera più occasionale, non con il totale assorbimento di John Lennon.
David Leaf: io non vorrei che si mettessero in discussione le motivazioni che spingono un artista a impegnarsi in attività benefiche...

Non era quello che intendevo...
David Leaf: questo lo so, ma so anche che c'è chi le mette in discussione. Ma penso che ci sono molte persone che mostrano un impegno straordinario ed usano il proprio status di celebrità per aiutare il prossimo. Quello che John ha fatto era speciale e per certi versi unico perché era pericoloso. E anche quando all'inizio comprese che sarebbe stato pericoloso, lui decise di andare avanti comunque, e proseguì anche quando la situazione divenne seria, e quando fu minacciato dal decreto di espulsione. Lui è stato un grande esempio di coraggio, e noi abbiamo sempre bisogno di esempi di coraggio.

Sono stato colpito a questo proposito dal paragone fra John Lennon e Peter Seeger.
David Leaf: Peter Seeger era stato vittima della caccia alle streghe ai tempi del maccartismo. Inoltre era un attivista ed è presente anche in US vs John Lennon, davanti ai monumenti di Washington, lo possiamo vedere cantare "Give peace a chance". La considera una delle sue memorie più preziose, della sua intera carriera di musicista e attivista. John Lennon è stato in un certo senso vittima di quegli stessi cacciatori di streghe anticomunisti, visto che la caccia era costantemente rinfocolata in quegli anni da J. Edgar Hoover, direttore dell'Fbi fino al 1972, che vedeva comunisti dappertutto. John Lennon non era un comunista. Era un capitalista e molto fiero del suo successo. Ma era pronto ad usare i suoi soldi per sostenere attivamente le proprie convinzioni.

Negli ultimi anni sono emersi nuovi documenti relativi al Fbi nei lunghi anni della direzione di Hoover, alcuni di questi elementi sono confluiti nel documentario?
David Leaf: quei documenti in realtà sono stati solo la pistola fumante, la prova di sospetti e mezze certezze che erano già nell'aria da tempo. Abbiamo solo usato quelle prove nel procedimento narrativo, per rendere visivo quello che volevamo dire.

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